Filosofia
quella spicciola
Nel produrre il Balsamico della Tradizione e gli altri prodotti, siano essi "tradizionali" ovvero "nuove variazioni sul tema", i principi ai quali facciamo riferimento si possono sintetizzare in:
- per le materie prime, massimizzazione dei criteri di:
salubrita'
qualita' organolettica
rapporto prezzo/valore
simpatia del fornitore
- per il partner necessario per lo sviluppo dei prodotti "nuovi":
disponibilita' a sperimentare e flessibilita' al pari del fatto di essere un riferimento nel suo settore specifico.
Piu' in dettaglio, per quanto riguarda in particolar modo il Balsamico Tradizionale, e' necessario chiarire PERCHE' , colui che vuole il prodotto, dovrebbe scegliere quello dell'Acetaia San Giacomo. In fin dei conti, non tutti i Chianti, i Barolo, i Cognac ecc.. sono uguali no? E allora perche' non concepire che anche nel mondo del Balsamico Tradizionale ci siano differenze tra produttori? Non diteci che la scatola e la bottiglia uguale, garanzia minima per il consumatore, fa di tutta l'erba un fascio ... no dai ... non accettiamo neppure il fatto che non si sia in grado di percepirne le differenze ...
Queste le nostre prerogative:
1 - utilizzo della batteria "Tradizionale"
2 - lotti massimo di 40 lt
3 - imbottigliamento dei campioni che superano di almeno 5 punti il livello minimo richiesto per l'assegnazione del Bollino Aragosta e del Bollino Argento
4 - passione garantita
Cosa comportano tali scelte produttive?
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