|
|
|
 |
|
Saba
Il Miele d'Uva
La cottura del mosto è un’alchimia di colori, è un processo che provoca un radicale cambiamento della materia prima, spingendo le sostanze zuccherine di cui è ricco il mosto fresco, fino ai limiti delle proprie capacità di assumere tonalità e sapori differenti, tipici del Balsamico millenario. L’andare oltre tale limite, costituirebbe un difetto.
Saper riconoscere la giusta sfumatura è un’abilità che solo l’esperienza può conferire.
La materia prima sono esclusivamente i grappoli , di uve Trebbiano e Lambrusco scelte ogni anno a seconda del migliore contenuto zuccherino, che hanno superato la maturazione.
Il processo di cottura su fiamma diretta ne riduce la quantità a circa un terzo del peso iniziale.
Il risultato è un nettare conosciuto anche dagli antichi romani come sapa (dal latino “sapore”) e che un tempo veniva dato ai bambini mescolato alla neve, o, nella bella stagione, diluito in acqua fresca come bevanda tonica e dissetante.
Assume un carattere contemporaneo se utilizzato come dolcificante naturale, al posto dello zucchero o del miele, su desserts, gelati, panna cotta e macedonie, o per accompagnare polenta e formaggi freschi morbidi.
La "Saba dell'Emilia Romagna" (o Sapa) è un prodotto tradizionale. E' il n. 76 dell'elenco ufficiale presente sul sito del Ministero.
|
|